Echi sulla stampa dell’incontro col Sindaco 15/4/14

La Stampa del 16/4/14 ha pubblicato un trafiletto dal titolo <Le “vittime” della Movida a rapporto dal sindaco>, che non solo tende a cristallizzarci nella ruolo di vittime, ma minimizza come “disagio” e “malessere” l’aggressione del fracasso che ci colpisce nell’intimità delle nostre case, il tormento delle notti insonni, i danni alla salute che subiamo da anni. Anche l’obiettivo dell’incontro viene derubricato a lamentela e sfogo.

Qui sotto potete leggere la nostra risposta:

“In primo luogo, il titolo è fuorviante per almeno 2 motivi: 1) le “vittime” della malamovida hanno diritto a essere identificate non come tali, ma come cittadini che subiscono certo una serie di soprusi continuativi da molti anni, ma non per questo rinunciano alla loro dignità né al diritto di vederla riconosciuta, specie da chi attraverso il potere dell’informazione può indirizzare verso o sviare dalla verità dei fatti; 2) il titolo rovescia la situazione: non è il Sindaco che ha chiamato a rapporto le Associazioni del Coordinamento Torinese, ma sono state le Associazioni a indurre il Sindaco a ascoltare le loro richieste, dopo un’anticamera di quasi 5 mesi. Certamente ci hanno dato una mano le note vicende che hanno dimostrato al di là di ogni dubbio l’emergenza ordine pubblico in cui versano diversi quartieri della città ormai fuori controllo, ma resta il fatto che è il Sindaco che ha accettato la nostra richiesta e non viceversa.
Entrando poi nel merito dell’articoletto, precisiamo quanto segue: le motivazioni che sostengono la nostra rivendicazione partono ovviamente dalla constatazione di quello che succede dentro i locali, nelle strade e nelle nostre case, ma sono sostenute da un’analisi storico-politica dell’evolversi del fenomeno malamovida e dalla ricerca delle cause che possano spiegare la mancata gestione dello stesso da parte delle Istituzioni responsabili, la miopia del loro sguardo sul presente e sul futuro e la sordità ai numerosi avvertimenti a loro pervenuti da cittadini consapevoli dei propri doveri e diritti.
I medesimi cittadini durante l’incontro di ieri sera non avevano alcun motivo per perdere il loro tempo e sprecare quello ancor più prezioso del Sindaco raccontandogli le che tutti sappiamo e che lui conosce benissimo: si sono limitati perciò a constatare che il Sindaco era perfettamente consapevole che i quartieri della malamovida di notte sono fuori controllo, per passare subito all’analisi dei provvedimenti necessari e alle richieste specifiche, a cui il sindaco ha prestato orecchio attento e sulla cui opportunità ha convenuto. In chiusura, ci ha incoraggiati a proseguire nella collaborazione invitandoci a fargli avere altro materiale utile e concordando un prossimo incontro”.

 

Echi sulla Stampa dell’incontro col sindaco

La Stampa del 16/4/2014 ha dedicato un trafiletto al nostro incontro col Sindaco del 15/4,   titolato “Le “vittime” della movida a rapporto dal Sindaco”: l’autore non solo non ha tenuto in alcun conto il nostro Comunicato Stampa, ma tende a  cristallizzarci nel ruolo di vittime, a minimizzare come  “malessere” e “disagio”  l’aggressione del fracasso nell’intimità domestica, il tormento delle notti insonni e i danni alla salute che subiamo e a confinare il senso dell’incontro nella categoria delle lamentele.

Di seguito trovate la lettera che ho inviato al giornale:

“In primo luogo, il titolo è fuorviante per almeno 2 motivi: 1) le “vittime” della malamovida hanno diritto a essere identificate non come tali, ma come cittadini che subiscono certo una serie di soprusi continuativi da molti anni, ma non per questo rinunciano alla loro dignità né al diritto di vederla riconosciuta, specie da chi attraverso il potere dell’informazione può indirizzare verso o sviare dalla verità dei fatti; 2) il titolo rovescia la situazione: non è il Sindaco che ha chiamato a rapporto le Associazioni del Coordinamento Torinese, ma sono state le Associazioni a indurre il Sindaco a ascoltare le loro richieste, dopo un’anticamera di quasi 5 mesi. Certamente ci hanno dato una mano le note vicende che hanno dimostrato al di là di ogni dubbio l’emergenza ordine pubblico in cui versano diversi quartieri della città ormai fuori controllo, ma resta il fatto che è il Sindaco che ha accettato la nostra richiesta e non viceversa.
Entrando poi nel merito dell’articoletto, precisiamo quanto segue: le motivazioni che sostengono la nostra rivendicazione partono ovviamente dalla constatazione di quello che succede dentro i locali, nelle strade e nelle nostre case, ma sono sostenute da un’analisi storico-politica dell’evolversi del fenomeno malamovida e dalla ricerca delle cause che possano spiegare la mancata gestione dello stesso da parte delle Istituzioni responsabili, la miopia del loro sguardo sul presente e sul futuro e la sordità ai numerosi avvertimenti a loro pervenuti da cittadini consapevoli dei propri doveri e diritti.
I medesimi cittadini durante l’incontro di ieri sera non avevano alcun motivo per perdere il loro tempo e sprecare quello ancor più prezioso del Sindaco raccontandogli le che tutti sappiamo e che lui conosce benissimo: si sono limitati perciò a constatare che il Sindaco era perfettamente consapevole che i quartieri della malamovida di notte sono fuori controllo, per passare subito all’analisi dei provvedimenti necessari e alle richieste specifiche, a cui il sindaco ha prestato orecchio attento e sulla cui opportunità ha convenuto. In chiusura, ci ha incoraggiati a proseguire nella collaborazione invitandoci a fargli avere altro materiale utile e concordando un prossimo incontro.

Incontro col Sindaco – COMUNICATO STAMPA

Il 15 aprile 2014 i Rappresentanti delle Associazioni di “P.za Vittorio e zone circostanti ” e “Rispettando San Salvario” sono state ricevuti dal Sindaco. L’incontro aveva l’obiettivo di arrivare a definire i provvedimenti necessari e urgenti per affrontare il problema dell’emergenza ordine pubblico e salute  nelle zone di movida.
Di seguito potete leggere il COMUNICATO STAMPA:
“Il Sindaco ha confermato la gravità esplosiva dell’attuale situazione in termini di Ordine Pubblico e Salute. Si è impegnato ad adottare provvedimenti radicali e immediati.
Ha richiesto la nostra collaborazione per mettere a punto i provvedimenti più adeguati, che verranno valutati in sede di Giunta e saranno oggetto di un prossimo incontro con le Associazioni dei Residenti”.
 

La notte di Largo Saluzzo

Lo scorso week end è stato particolarmente animato.  Qui sotto potete leggere la Segnalazione Ufficiale trasmessa al Sindaco e al Prefetto dal nostro Presidente:

Torino, 12 aprile 2014

                            Alla c. a. del Sig. SINDACO PIERO FASSINO 

e p.c.

al PREFETTO  dott.ssa PAOLA BASILONE

all’ARCIVESCOVO Mons. CESARE NOSIGLIA

Oggetto: Segnalazione urgente di emergenza salute e ordine pubblico nelle zone colonizzate dalla malamovida.

Egregio Signor Sindaco,

con riferimento alle nostre precedenti segnalazioni, in particolare alle ultime del 18/11/13 (protocollata il 25/11/13) e del 21/3/2014 (protocollata il 21/3/14), e in vista del prossimo incontro, animati dallo spirito di collaborazione  con le Istituzioni che sempre ci ha contraddistinto, riteniamo nostro dovere informarla che nella notte tra venerdì 11/4 e sabato 12/4/14 la situazione di diffusa illegalità impunita, che da anni ormai caratterizza i quartieri abbandonati alla movida selvaggia, ha superato un ulteriore limite.

In L.go Saluzzo, i residenti hanno assistito, e possono testimoniarlo, a un crescendo di eventi che di seguito riassumiamo nella loro stupefacente progressione:

  • Verso le h 24 si è presentato il “MIMO”: per circa un’ora ha realizzato la sua performance, stendendosi davanti alle auto per bloccarle e poter salire sul tetto al ritmo di un fischietto, tra i boati e gli applausi degli spettatori già avanti nel processo di ubriacatura e eccitazione.
  • La Polizia Municipale, interpellata dai residenti, ha dato una risposta irricevibile per qualunque cittadino consapevole dei suoi diritti e doveri e dotato di Senso dello Stato: “non possiamo venire perché non disponiamo delle pattuglie necessarie per affrontare la situazione.”
  • Verso le h 1.30 i residenti sono stati svegliati dalle urla di alcuni giovani, italiani, maschi e femmine, che si stavano picchiando, vanamente trattenuti da un paio di persone. Intorno la folla proseguiva nelle proprie interazioni sociali, indifferente a quello che stava accadendo.
  •  Verso le h 2.30, numerosi giovani hanno cominciato una partita di pallone: il pallone è finito sul balcone al primo piano sopra il bar Roma; un gruppo di giocatori ha cercato di arrampicarsi, aggrappandosi al cornicione; uno di loro è caduto, tirandosi dietro un pezzo di cornicione, crollato con lui; gli altri hanno insistito ad arrampicarsi fino a recuperare il pallone, applauditi da un gigantesco boato della folla di diverse centinaia di persone che si agitavano in mezzo al tappeto di bottiglie, rotte e intere, che ricopriva la piazza.
  • Le telefonate al 113 di numerosi residenti allarmati e spaventati (almeno una ventina, ci è stato detto) hanno prodotto l’arrivo di 4/5 volanti che hanno isolato la parte della piazza interessata dal crollo e contenuto la folla sul lato opposto.
  • La mattina, alle h 7.30, era ancora presente una volante.
  • Abbiamo personalmente raccolto le testimonianze di numerosi residenti il cui contenuto si può riassumenere così: “Siamo spaventati, abbiamo paura a rientrare a casa dopo una certa ora a causa della massa di persone in evidenti condizioni di alterazione mentale. È inutile chiamare Vigili, Polizia, Carabinieri:  qui se non ci scappa il morto, se non scorre il sangue, non verrà mai nessuno a proteggerci! Li mandano qui a presidiare il reato, non a impedirlo. Chissà che interessi ci sono dietro!”

Queste sono le testimonianze ricevute da persone attonite, sconcertate e spaventate. Le sottoponiamo al suo attento esame.   Riteniamo che, unite al recente episodio del 28 marzo (invasione di un condominio da parte di 600 giovani ubriachi) costituiscano due gravissime violazioni di domicilio, episodi che non si erano mai verificati prima. Sono segnali di una situazione fuori controllo, ripetutamente denunciata nei nostri precedenti esposti.

Tanto le dovevamo per senso di responsabilità.

Rispettosi saluti.