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Lettera del Coordinamento Associazioni e Comitati Torinesi sul mancato rispetto delle Norme antincendio

Torino, 11 maggio 2016

All’attenzione di

Sindaco di Torino Piero Fassino

Assessore alla Polizia Municipale Giuliana Tedesco

Assessore al Commercio Domenico Mangone

Assessore alla Viabilità Claudio Lubatti

Assessore al Suolo Pubblico e Arredo Urbano Ilda Curti

Comandante della Polizia Municipale Alberto Gregnanini

Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino Dott. Ing. Marco Cavriani

p.c.

Prefetto di Torino dr.ssa Paola Basilone

Questore di Torino dr. Salvatore Longo

Comandante Provinciale dei Carabinieri col. Arturo Guarino

Direttore ASL TO1

Procura della Repubblica

OGGETTO: RISCHIO SICUREZZA ANTINCENDIO IN ALCUNE ZONE

A nome del “Coordinamento Associazioni e Comitati Torinesi” la Presidente Eliana Strona segnala quanto segue.

Esistono zone della città in cui la normativa antincendio non risulta essere pienamente rispettata, sia perché non sono garantite le vie di fuga a causa dell’eccesso di strutture commerciali contigue, fisse o mobili, sia per il sovraffollamento di persone che per ore rendono tali zone impraticabili al transito dei mezzi di soccorso: Vigili del Fuoco, ambulanze, Forze di Polizia. Si segnalano in particolare le zone del Balon, del Mercato di Libero Scambio che si svolge in strada Canale dei Molassi, e le zone di movida caratterizzate da vie dove i dehors si susseguono senza soluzione di continuità e da masse umane che bloccano la circolazione.

  • Il recente episodio di incendio scoppiato in via Borgo Dora il 23 aprile scorso in un edificio di 4 piani (per fortuna in casa si trovavano solo una decina di persone) ha creato molto allarme perché era giorno di mercato e, come riporta La Stampa del 24/4, “tra chi vende e chi compra, tra i 300 banchi del Balon e i teli dei venditori abusivi, riuscire a passare è un’impresa. Quasi impossibile per un’ambulanza o per le camionette dei Vigili del Fuoco… Se c’era bisogno di una conferma ieri s’è avuta. Per permettere ai soccorsi di arrivare sul posto sono state spostate in fretta e furia parecchie bancarelle, alcune addirittura a ridosso del palazzo ”.

  • Grande è l’allarme tra i residenti che a più riprese da tempo segnalano il pericolo ai diversi uffici competenti: è stato presentato anche un esposto in procura, come dichiara il Presidente dell’Associazione “Cortile del Maglio” citato nell’articolo. La preoccupazione è forte perché, stante la mancata risposta alle richieste di intervento, i cittadini temono seriamente che Borgo Dora e zone affini allunghino la lista dei troppi disastri annunciati, nel disinteresse delle Autorità competenti, che poi si sono trasformati in catastrofi reali.

  • I cittadini del Quadrilatero di San Salvario, in particolare delle vie colonizzate dalla movida, sono consapevoli che la situazione, se possibile è ancora più a rischio sia per la presenza di strutture fissenon spostabili e a stretto contatto tra loro senza possibilità di vie di fuga percorribili, sia per l’abituale sosta in doppia fila (che blocca il passaggio di un carro attrezzi, figuriamoci i mezzi dei VV.FF) e davanti ai passi carrai (che spesso coincidono con il portone pedonale dei condomini) sia per le folle di migliaia di persone che saturano le strade (impedendo il transito alle auto private, figuriamoci ai mezzi di soccorso e rendendo difficoltosa persino la mobilità pedonale)

È facile immaginare, e i residenti ne hanno piena coscienza, che cosa accadrebbe se scoppiasseun incendio: il panico di migliaiadi persone ammassate, senza vie di fuga percorribili, che a loro volta, bloccano ogni via di scampo ai residenti in fuga dalle case. Se si aggiunge che in questa zona l’alcol scorre a fiumi, non solo all’interno dei locali, ma anche all’esterno (molti giovani arrivano già forniti di bottiglie acquistate nei negozi del quartiere aperti fino all’alba), il pericolo incendio con le conseguenze che ne deriverebbero suscita un allarme ancor più giustificato. Infatti, i residenti, consapevoli del rischio incombente, tramite l’Associazione “Rispettando San Salvario” hanno segnalato più volte il pericolo all’Amministrazione, senza ottenere risposte soddisfacenti.

Pertanto, il “Coordinamento Associazioni e Comitati Torinesi” di cui tra gli altri fanno parte le associazioni di San Salvario, P.za Vittorio e Vanchiglia,Quadrilatero Antico,Borgo Dora e Porta Palazzo, a fronte di quanto successo a Borgo Dora e di quanto potrebbe facilmente succedere in altre zone della città in cui vistosamente non sono garantite le misure di sicurezza previste dalla legge, chiede che tali misure indispensabili vengano ripristinate con urgenza e che sia garantito a tutti i cittadini, residenti e frequentatori, il diritto di non essere esposti a rischi prevedibili, che in quanto talisono individuati e oggetto di apposita legislazione preventiva.

In mancanza di risposte sollecite e risolutive, il Coordinamento si riserva di accedere alle vie legali per garantire il diritto alla sicurezza ai propri assistiti e a tutti i residenti, i lavoratori e i frequentatori dei suddetti quartieri.

Distinti saluti

Per il “Coordinamento Associazioni e Comitati Torinesi”

La Presidente Eliana Strona

Lettera del presidente dell’associazione “RISPETTANDO SAN SALVARIO” sui diritti fondamentali negati ai cittadini di san Salvario

Torino, 17 maggio 2016

Alla cortese attenzione

SINDACO PIERO FASSINO

ASSESSORE alla POLIZIA MUNICIPALE GIULIANA TEDESCO

ASSESSORE alla VIABILITÀ CLAUDIO LUBATTI

COMANDANTE della POLIZIA MUNICIPALE ALBERTO GREGNANINI

p.c.

PREFETTO PAOLA BASILONE

QUESTORE SALVATORE LONGO

COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI COL. ARTURO GUARINO

ARCIVESCOVO MONS. CESARE NOSIGLIA

Gentile Sindaco, Gentili Assessori, Gentile Comandante,

vi rendiamo noto un episodio avvenuto verso le h 1.00 di domenica 15 maggio.

Una coppia di signori anziani stavano tornando a casa in auto dopo una visita alla figlia. Arrivati in via Saluzzo nei pressi della piazza, sono stati bloccati da un muro di folla compatto. Dopo aver atteso un po’ nella speranza che qualcuno, accortosi dell’auto, accennasse ad aprire un varco, la signora ha chiesto gentilmente alle persone più vicine se per cortesia potevano lasciarli passare. L’unica risposta ricevuta da una ragazza è stata sprezzante: “ma vada a dormire!”. Il muro però è rimasto compatto. Per farla breve, i signori hanno impiegato più di un’ora per arrivare a casa: infatti non potendo passare da via Baretti, sotto gli occhi del Pattuglione hanno dovuto proseguire fino a corso Marconi e tornare indietro su via Belfiore e quando hanno raggiunto il garage, hanno impiegato un’altra mezz’ora per potervi accedere visto che l’ingresso era sbarrato da un gruppo di giovani dai riflessi un po’ lenti.

Aggiungo che, stante la complessa viabilità del quartiere (sensi unici combinati con vie senza uscita), i signori non avevano a disposizione alcuna alternativa di percorso.

Vi invitiamo a prendere atto che i diritti basilari di libertà di movimento e accesso alla propria abitazione sono stati impediti a due cittadini e nel quartiere vengono violati regolarmente nelle notti di venerdì e sabato e sovente anche in quelle di mercoledì e giovedì.

Chiediamo quindi che provvediate, come vi compete per le vostre funzioni, a ripristinare tutti i diritti che oggi in San Salvario risultano abitualmente negati con grave scapito sia della legalità sia della sicurezza dei cittadini che vi abitano e vi transitano come è loro normale e normato diritto.

Cordiali saluti.

DOMENICO DI MARZO

PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE “RISPETTANDO SAN SALVARIO”

Lo schema della situazione di San Salvario per punti (integrazione della risposta al direttore de ” La Gazzetta di Parma”)

MAPPA: Il Quadrilatero Storico di San Salvario è un quadrato compreso tra la Stazione di P.Nuova, il Parco del Valentino, C.so Vittorio Emanuele II e c.so Marconi. È diviso in due in senso longitudinale dalla via Madama Cristina, l’unica a doppio senso, a parte i corsi di confine. La zona movida occupa una parte del rettangolo verso la Stazione, è attraversata da 5 vie perpendicolari al Po e 4 parallele. Il baricentro è rappresentato da L.go Saluzzo e via Baretti, dove le folle progressivamente occupano il sedime stradale bloccando la circolazione; le altre vie godono di un’occupazione del suolo pubblico a macchie di leopardo, concentrate nel raggio dei locali presenti. In ogni caso tutte le vie subiscono in misura abnorme gli effetti collaterali: fracasso (clacson, rumore antropico, musica ad altissimo volume), blocco della circolazione, posteggi irregolari, ostruzione dei passi carrai, sporcizia di ogni genere, lezzo di urina che ammorba le vie, effetti sulla vita personale (danni alla salute, nervosismo, difficoltà di concentrazione sul lavoro e alla guida, stress, malattie organiche acclarate)

  • Le “botteghe storiche”, ahimé, non esistono più: ad una ad una, non senza lotta, hanno ceduto le armi sopraffatte dalla gentrificazione del territorio e dall’aumento degli affitti: i guadagni dei locali notturni permettono di pagare affitti più remunerativi (è lo stesso fenomeno che sta avvenendo nei centri storici colonizzati dai grandi marchi che a Torino minacciano seriamente la sopravvivenza dei caffè ottocenteschi)

  • L’atmosfera pittoresca evocata da termini come “bistrot”, “belle piole”, “gallerie e atelier” mal si combina con l’aspetto trasandato e raffazzonato della maggioranza dei dehors, la sporcizia che resta dalla notte, i bicchieri, a volte ancora pieni, abbandonati a terra, sui davanzali delle finestre e i gradini dei negozi.

  • Il “profumo esotico “, ahimé, si riduce a un persistente lezzo di urina che a sorpresa aggredisce l’incauto passante

  • Saremmo molto felici di poter condividere i termini “cool” e “vivace”: purtroppo ce lo impediscono i resti della movida (vomito, urina, bottiglie, cocci, bicchieri, cartacce, avanzi di cibo) e soprattutto le facce da zombi dei giovani movidari, che si muovono nella folla come tante monadi con smartphone e bottiglia in mano, chiusi in una solitudine affollata e straniante.

  • Ci piacerebbe vedere la piazza e le vie “pulite da spacciatori e balordi”: ma in quella folla schiamazzante gli uni e gli altri trovano il loro habitat naturale, che li mimetizza, ma non nasconde i passaggi delle bustine né le retate della polizia, a volte persino con gli elicotteri.

  • palazzi ottocenteschi popolati fino ai primi del ‘900 dall’alta borghesia torinese”: in realtà i palazzi storici erano caratterizzati da una stratificazione sociale per piano: alta borghesia al piano nobile, media e piccola ai piani successivi, operai e poveri nelle soffitte. La mescolanza delle classi sociali è sempre stata una caratteristica della città di Torino, più allora che oggi. La gente di San Salvario ci tiene a questa mescolanza sociale, ora anche multietnica, sempre nel rispetto e accoglienza reciproci.

  • Anni ’90: vero, all’epoca S. Salvario era una zona a rischio, dove poteva capitare di tutto: lo spaccio di eroina si era impadronito del quartiere in modo capillare, occupando strade e alcuni condomini, dove le bande di spacciatori dettavano legge, sostituendosi allo Stato; il quartiere si sentì abbandonato dalle Istituzioni che invece di attivarsi per riprendere il controllo del territorio, chiusero gli occhi sull’illegalità e la violenza e videro solo quello che non c’era: invece degli scippi e delle risse, invece dei giovani fatti di eroina, povere larve umane che ciondolavano con la siringa in mano in preda ai deliri dell’astinenza, videro razzismo là dove c’erano solo persone che invocavano legalità, rispetto e tutela. Allora incominciò la mobilitazione civica: superato il trauma iniziale, la gente di San Salvario si organizzò in comitato civico per difendere con azioni dimostrative pacifiche il territorio di tutti. La soluzione del problema non venne né dalle Istituzioni, né dalle nostre modeste forze, ma dalla decisione dei “gestori della droga” di passare dall’eroina alla coca, i cui effetti, meno impattanti a livello sociale, consentirono a loro uno smercio più facile e al quartiere la possibilità di tirare il fiato. Lo spaccio continuò, con modalità più anonime ma ben visibili. San Salvario respirò per qualche anno finché dall’alto ci piovve sulla testa una nuova tegola, questa volta non per le casualità della vita, ma per un progetto organizzato.

  • Quello che nell’articolo attribuite al “rimboccarsi le maniche dei torinesi” e al “sorgere ininterrotto di locali, eventi e iniziative” è stata un’operazione di gentrificazione, pilotata dall’alto, che ha fiutato l’affare di una speculazione edilizia promettente: comprare a basso prezzo le case svalutate dal degrado degli anni ’90 (chissà perché non contrastato, anzi misconosciuto) e rivenderle a ceti sociali abbienti, sostituendo massicciamente la popolazione storica. Lo strumento scelto per questa operazione fu la sostituzione dei negozi con locali notturni: scelta geniale per un quartiere fittamente popolato di famiglie con reddito da lavoro diurno, con strutture commerciali prevalentemente di piccole dimensioni, adattissimo quindi a fare da cavia per il grande esperimento: quanto può resistere un essere umano alla mancanza di sonno senza ammalarsi? Il progetto si sviluppò un passo per volta, in modo quasi casuale. Appena finita l’emergenza eroina, arrivò un’Agenzia per lo Sviluppo, poi una dopo l’altra apparvero una serie di associazioni culturali, poi il primo locale, il secondo, il terzo e … fu valanga! Ma la gente di San Salvario è tosta: molti si sono arresi, ma molti altri hanno resistito e ancora resistono in difesa del loro quartiere, delle loro case, dei loro bambini, dei loro anziani, della loro integrità fisica e morale, e si sono organizzati per combattere la loro battaglia con le armi del Diritto, della Civiltà, della Cultura, della Solidarietà sociale e, perché no, la leggerezza dell’ironia.

  • Il “sorgere ininterrotto di locali, eventi, iniziative” è tragicamente vero e ha distrutto un tessuto commerciale variegato e ricco che attirava gente da tutta la città. Oggi abbiamo circa 110 locali notturni e quasi tutte serrande abbassate di giorno: è la famosa “desertificazione diurna”, tipica di tutte le colonizzazioni movidare, che ormai fa paura persino agli Amministratori: ogni tanto la evocano come un fantasma e quasi se ne stupiscono, come se non fosse conseguenza delle loro scelte.

  • Infine, in San Salvario non esistono “viuzze interne”. Il San Salvario storico è un quadrilatero di “viuzze interne” e la zona della movida ne occupa quasi la metà, cioè un piccolo fazzoletto in cui quasi tutte le vie sono tappezzate di locali, uno dietro l’altro, con i dehors allineati in fila continua, le strade zeppe di persone con bottiglia o bicchiere in mano, dove non riescono a passare né le auto dei residenti (che avrebbero la pretesa di raggiungere il loro garage o portone) né i mezzi di soccorso in caso di bisogno (l’ho provato sulla mia pelle); persino i taxi ti scaricano ai confini e peggio per te se hai le valigie. Il tutto condito da un fracasso continuo fino alle 3 o 4 del mattino, 5 sere su sette, sovente con musica assordante di eventi organizzati o spontanei (tanto tutto è permesso), partite di calcio, tamburi e bonghi fino all’alba; ogni tanto per rompere la monotonia si inscenano risse e aggressioni. In questo caos organizzato anche le Forze dell’Ordine, che il venerdì e il sabato da mezzanotte presidiano quella che voi chiamate “piazzetta parigina”, sono impotenti: la folla è talmente fitta che impedisce non solo di intervenire ma persino di vedere quello che succede anche a breve distanza.

 Ci sarebbe ancora molto da dire (ad esempio sui numerosi minimarket che vendono alcol ben oltre i limiti orari), ma non vogliamo abusare della vostra pazienza

Restiamo a vostra disposizione per qualunque approfondimento e con ampia documentazione.

Possiamo anche fornirvi una piccola bibliografia:

– Italo Fontana “Non sulle mie scale. Diario di un cittadino alle prese con l’immigrazione clandestina e l’illegalità” Ed. Donzelli 2001

– Giovanni Semi “Gentrification – Tutte le città Come Disneyland?” Ed. Il Mulino 2015

 Cordialità

Per l’Associazione “Rispettando San Salvario”

La Segretaria Eliana Strona

La risposta dell’associazione ” Rispettando San Salvario” al direttore de ” La Gazzetta di Parma”

Gentile Direttore,

le scrivo a nome dell’associazione “Rispettando San Salvario” che opera nel quartiere omonimo dal 2010 ed è stata fondata da un gruppo di residenti che fin dagli anni ’90 si sono attivati in difesa della legalità e della vivibilità.

Abbiamo letto con attenzione e crescente stupore l’articolo “San Salvario è rinato grazie alla movida”, senza riuscire a trovare riferimenti riconoscibili alla realtà che viviamo, a parte i toponimi.

Con un certo sforzo abbiamo immaginato che le citate “piazzette parigine” si riferissero a Largo Saluzzo, unica piazza nell’area colonizzata dalla movida. In effetti si tratta di un luogo unico per caratteristiche architettoniche e estetiche, deturpato però dagli effetti dell’occupazione notturna di centinaia (a volte migliaia) di adolescenti e giovani, seminatori di fracasso, bottiglie e bicchieri di birra e superalcolici. Al punto che l’Amministrazione si è trovata obbligata a istituire un servizio antelucano (alle h 3) per ripulire la piazza dal tappeto vetroso che la ricopre. In questo modo è riuscita a risparmiare ai nostri occhi la vista di un simile scempio, ma ahimé non alle nostre orecchie un’ora supplementare di frastuono. Tenga presente che il “normale” impatto acustico subito dai residenti nella piazzetta è di 70 dB (certificati da misurazioni di un tecnico acustico abilitato) e nel resto della zona movida oscilla tra i 55 e i 69 dB. Precisiamo che il limite fissato dal Regolamento Comunale di Zonizzazione Acustica è 45 dB, che la scala dei decibel è logaritmica e che l’esposizione prolungata a 40 dB già provoca danni alla salute, tanto più se in concorso con l’impossibilità di dormire. Tra i residenti si registrano già numerose persone malate (con diagnosi certificata) per gli effetti del rumore, del sonno disturbato o impedito e dello stress conseguente; molte di più, specie anziane, soffrono in silenzio. Quindi, con dispiacere siamo obbligati a smentire il bel quadretto descritto dal suo giornale. Cercheremo di essere sintetici il più possibile e per non appesantire la mail le alleghiamo uno schema della situazione per punti.

La ringraziamo per un’adeguata rettifica della notizia e ci rendiamo disponibili, se lo ritenete, a fornire tutte le informazioni documentate in nostro possesso sul tema movida sia a Torino sia sul territorio italiano coperto dal “Coordinamento Nazionale No Degrado e Malamovida”.

Eliana Strona (segretaria dell’Associazione “Rispettando san Salvario”)